«Il teatro è un groviglio misterioso che nasce da niente,
che si può costruire e ricostruire, che ci fa capire chi eravamo e chi siamo,
che cosa volevamo e qual è la nostra vita».

Certamente, soprattutto per chi come me, non ha avuto la fortuna di poterlo vedere sul palcoscenico, la decisione di lasciare una testimonianza registrata delle sue commedie più famose è stato un formidabile regalo che Eduardo ha voluto donare ai posteri. Tuttavia questi documenti rappresentano una sfida da far tremare i polsi a chiunque si voglia cimentare con i suoi testi poiché è inevitabile il confronto con le sue interpretazioni.
Fausto Russo Alesi, classe 1973, diplomato alla Scuola Civica d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, ha raccolto la sfida e, per quanto insignificante possa essere il mio giudizio, io credo che l'abbia vinta in pieno. Bisogna dimenticarsi di Luca-Eduardo, così come di Concetta-Pupella, di Nennillo-Luca... è necessario liberare la mente e non cercare lo stanzone con il letto matrimoniale dove tutto inizia e tutto finisce. Russo Alesi ha infatti proposto una versione di questa commedia in forma di assolo, interpretando tutti i personaggi e facendoli dialogare tra loro moltiplicando se stesso. L'azione si svolge in un'atmosfera surreale, sfondo nero, su una piattaforma sopraelevata con un foro attraverso il quale l'interprete sale, entrando in scena direttamente dalla platea. Pochi oggetti sparsi su questo piano rialzato, un paio di scarpe da donna, uno sgabello, una tazzina di caffè, un barattolo con un pennello, la testa di terracotta di un Gesù bambino ed un lampadario appoggiato in un angolo.