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mercoledì 21 ottobre 2015

La stoffa dei sogni

Può apparire quasi sorprendente come, a distanza di ormai trentuno anni dalla sua scomparsa, Eduardo possa essere ancora così presente, da protagonista e in una veste senz'altro attuale, sulla scena italiana. Non mi riferisco alle sue commedie, che compaiono sempre nei cartelloni di ogni stagione teatrale, ma al fatto che quanto ci ha lasciato in eredità continui a dare frutti.

Sergio Rubini nei panni di Oreste Campese
Il 14 ottobre scorso, nella serata di pre apertura della Festa del Cinema di Roma, è stato proiettato il film "La stoffa dei sogni", diretto da Gianfranco Cabiddu ed interpretato, tra gli altri, da Sergio Rubini ed Ennio Fantastichini.
Si tratta di un interessantissimo progetto che vede nuovamente accostati Eduardo e Shakespeare. Come è noto, Eduardo dedicò l'ultimo periodo della sua vita alla traduzione in napoletano de "La tempesta"  di Shakespeare. Gianfranco Cabiddu ebbe un ruolo importante nella realizzazione di questa impresa, avendo seguito le fasi di registrazione della Tempesta, nella quale Eduardo diede voce a tutti i personaggi maschili. Il film che ora ha realizzato interseca la storia narrata da Shakespeare con quella di Oreste Campese e dei suoi poveri comici, protagonisti della commedia eduardiana "L'arte della commedia", testo nel quale Eduardo scolpisce la sua visione del teatro e dell'importanza che attribuisce all'arte alla quale ha dedicato la vita.

giovedì 10 marzo 2011

C'è pernacchio e pernacchio




Tratto dall'omonimo libro di Giuseppe Marotta, L'oro di Napoli è un film a episodi del 1954, con la regia di Vittorio De Sica e la sceneggiatura di Cesare Zavattini, Giuseppe Marotta e dello stesso De Sica.
Eduardo è protagonista dell'episodio «Il Professore», tratto dai racconti Il professore e Lo sberleffo, ed interpreta il personaggio di don Ersilio Miccio. A lui si rivolgono gli abitanti del vicolo per chiedere consigli sui piccoli problemi della vita quotidiana. Don Ersilio dispensa la sua saggezza e offre il rimedio sicuro per fronteggiare l'arroganza del duca Alfonso Maria di Sant'Agata dei Fornari che spadroneggia nel rione.
Un pernacchio eseguito a regola d'arte.